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AECOM – Intervista a Carlo Castelli

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AECOM – Intervista a Carlo Castelli

AECOM si descrive come “una rete globale di esperti che lavorano con clienti, comunità e colleghi al fine di sviluppare e implementare soluzioni innovative, rivolte alle sfide più complesse del mondo”. Si tratta di una realtà davvero molto estesa e complessa, con sedi e progetti che si estendono capillarmente su tutto il pianeta. Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Carlo Castelli, direttore del settore Strategic Planning and Design della sede di Londra.

AECOM è una realtà molto eterogenea: riesce a definirla in poche parole?

Si tratta di una consultancy che si occupa di dare qualità all’ambiente costruito. Abbiamo tutta una serie di discipline che vanno dall’Oil and Gas, dall’acqua alle infrastrutture, e molto altro. La compagnia va sempre di più verso il modello DBFO Design, Build, Finance and Operate, ovvero si sta cercando di coprire tutta la filiera che parte dal momento iniziale in cui si costruisce la visione del progetto, fino alla sua completa realizzazione e gestione. Spesso la compagnia sceglie i partners a cui affidarsi e le fasi specifiche nelle quali concentrarsi per garantire una resa ottimale dei propri sforzi.

AECOM – Intervista a Carlo Castelli

Qual’è il suo ruolo all’interno di AECOM?

Personalmente faccio parte del settore Design Planning and Economics, parte del team di Cities, che si occupa di sviluppo urbano con un approccio integrato, nel senso che le varie discipline operano il più possibile in maniera integrata tra di loro. Una componente fondamentale è che questa integrazione avviene sia in maniera orizzontale tra le varie discipline, che in maniera verticale tra le diverse scale di intervento, e infine tiene ampiamente conto della variabile temporale e del consenso delle persone, che possono essere sia gli stakeholders, che coloro che poi vivranno effettivamente quel progetto.

All’interno del campo strettamente architettonico vi occupate di differenti settori: c’è un approccio comune che lega i diversi progetti?

In senso quasi filosofico questo approccio è legato alla qualità per il cliente. Il cliente è un soggetto multiforme, quindi può essere una persona, un singolo developper o una città, ma in generale il nostro obiettivo è quello di guardare alla qualità del progetto e di massimizzare i benefici per tutti gli stakeholders coinvolti nel processo.

AECOM – Intervista a Carlo Castelli

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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