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All around the world

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All around the world

Giovane fotografo a tutto tondo, Arnaldo Abba indaga e cattura il bello che lo circonda. Abile ritrattista, sia dentro che fuori dallo studio riesce a trasmettere le diverse sfumature dell’animo umano. Ma Arnaldo non si limita alle persone, lui racconta storie sempre differenti, ma con un unico protagonista: il mondo. Recentemente ha intrapreso un viaggio nel centro America, precisamente in Nicaragua, Costa Rica e Panama; il risultato di questo Road Trip è racchiuso in un diario di bordo composto da immagini mozzafiato, che raccontano il lato incontaminato e quello più urbano di questi splendidi Paesi. Abbiamo incontrato il suo autore per scoprirne di più.


Com’è nata l’idea di questo tour?

Ogni anno, solitamente ad agosto, affronto un viaggio che viene ispirato dai luoghi che ho nella testa. Era da molto tempo che volevo visitare il Centro America, sono sempre stato affascinato dai suoi paesaggi, pur non avendoli ancora visti dal vivo. Sono quindi partito con due amici alla scoperta di questi luoghi: abbiamo girato con i mezzi pubblici per sentirci più “autoctoni”, è stata una scoperta continua all’insegna del bello.

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Dal punto di vista strettamente fotografico, come hai vissuto questa esperienza?

È stata una sorprendente progressione dal naturale all’urbano. La natura è incredibile, ho perfino sognato le sue foreste tutte le notti! Gli animali, i colori, le piante, sono semplicemente indescrivibili. Le foto sono state fatte in pellicola, perché – rispetto al digitale – queste nascono da un unico scatto che ci parla di un momento irripetibile. Non avevo già in mente quello che volevo riprendere, mi sono lasciato trasportare dal momento; volevo catturare quell’attimo, quella variazione di luce, una determinata sensazione. Per quanto riguarda la presenza umana, le foto potevano avvenire in seguito all’incrocio dello sguardo con una persona, come in maniera spontanea, senza un particolare avvenimento. Ogni scatto fluiva da una curiosità interiore, l’unica differenza era determinata dal tipo di sensazione che mi dava l’ambiente naturale rispetto a quello artificiale, ma il mio interesse per la loro particolare armonia rimaneva immutato in entrambi i casi.


Per quanta invece riguarda il lato personale?

Il viaggio è stato il mio modo di esplorare ambienti che non conosco, raccogliere memorie e attimi di queste esperienze. Non è molto diverso da come fotografo nella vita di tutti i giorni, anche se chiaramente è più facile che le cose saltino all’occhio perché è tutto nuovo per me. È un modo fantastico per unire la mia passione per la fotografia, con il desiderio di scoprire il mondo.

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Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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