Architecture

COLONIA MARINA FARA

Posted on
Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore

Colonia Marina FARA – Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore

Custodire il passato o distruggerlo per far spazio al futuro? Esiste un compromesso? Un viaggio nella recente storia italiana e un appassionato appello ad avere cura delle cose e di noi stessi.

La colonia marina Fara fu inaugurata nel 1936, dedicata al generale Gustavo Fara che si era distinto nella guerra italo turca. L’opera fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista di Genova e fu inaugurata da Mussolini in persona.

L’ architetto Camillo Nardi Greco progettò l’edificio con un certo coraggio, in stile futurista e razionalista, caratterizzato da una forte innovazione tecnica e rompendo il più possibile con i canoni architettonici del passato. I cromatismi e linee dinamiche servivano nell’insieme a suggerire un’idea di velocità e di movimento.

In sintesi si tratta di due volumi. Il primo è la base, un elemento ovale di circa 200 metri di lunghezza che ospitava le cucine e i magazzini e poi sopra al pianterreno la reception, la mensa e gli spazi di aggregazione. Il secondo volume in verticale è una torre di nove piani che arriva ad una altezza di 43 metri, poi ancora una sopraelevazione, una cappella. Nell’insieme le superfici curve prevalgono sugli angoli retti e l’edificio fu pensato a forma di aereo.

Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore
@ Giulia Bianchi e Nello Brunelli

Lo sviluppo verticale del volume voleva equilibrare il rapporto tra l’interno e lo spazio esterno, allargando l’orizzonte circostante mano a mano che si sale.

Le finestre erano messe una dietro l’altra e colorate come i serramenti così che da lontano sembrasse un unica striscia scura, come una serie di lunghe lastre di vetro che alleggerissero l’aspetto del volume.

L’asse della torre che conteneva le camere fu orientato in senso Nord Sud per evitare un eccessivo riscaldamento tra le superfici laterali e per avere sempre una zona d’ombra, uno squilibrio termico che si prolunga anche durante la notte e favorisce la ventilazione all’interno.

Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore

Durante l’occupazione i tedeschi ne fecero un ospedale militare, poi gli alleati una caserma. Dalla fine degli anni ’40 fino alla metà degli anni ’50 fu asilo per i profughi istriani scappati dal regime di Tito. Dagli anni ’60 fu un hotel internazionale. In seguito l’edificio passò dalla regione Liguria al comune di Chiavari e negli anni ’80 fu adibito a scuola elementare. Successivamente fu dichiarato inagibile e l’area circostante fu recintata, furono sbarrate le finestre e saldate le porte.

Schermata 2015-09-03 alle 09.55.09

Negli anni le autorità dichiararono di voler recuperare la struttura ma gli eventi prevalsero sulla buona volontà e la Colonia rimase abbandonata a se stessa, a parte un caso: qualcuno si prese la briga di darle fuoco alla base. Il danno maggiore fu per un piccolo gruppo di rumeni che la occupavano da tempo come dormitorio.

Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore
@ Giulia Bianchi e Nello Brunelli

Nel 2014, prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, Giulia Bianchi e Nello Brunelli hanno documentato la storia di questa colonia. Salendo lungo la torre e a ritroso nel tempo, hanno trovato le tracce dei profughi istriani ospitati negli anni ’50, i registri e i mobili dell’ostello internazionale degli anni ’70, gli oggetti personali dei senza tetto poi cacciati da un incendio, i banchi di scuola degli anni successivi.

Attraverso la Fara si sono interrogati sul rapporto tra il passato e il futuro e il bisogno di avere cura delle cose e di noi stessi.

Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore
@ Giulia Bianchi e Nello Brunelli

“Che cosa si dovrebbe fare? Mantenere le cose del passato oppure distruggerle per crearne di nuove?”

E lei risponde: “Entrambe le scelte vanno bene ma l’abbandono mai. Andrebbe mantenuto tutto ciò che può essere bello e  amato. La colonia Fara è brutta perché non le viene data la possibilità di vivere, perché è stata abbandonata.”

… e la radio della trattoria trasmette una canzone:  “50 ways to leave your lover”  (50 modi per abbandonare il tuo amore)

Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore
@ Giulia Bianchi e Nello Brunelli
Colonia Marina FARA - Cinquanta Modi per abbandonare il tuo amore
@ Giulia Bianchi e Nello Brunelli

E’ nato così CORTO, come cortometraggio.
Nel linguaggio cinematografico viene definito “Corto” qualsiasi film che duri meno di 40 minuti. I cortometraggi sono spesso realizzati da registi indipendenti, talvolta con un piccolo budget o addirittura senza alcun finanziamento. Non di rado e’ proprio nei corti che vengono realizzate sperimentazioni di genere e trattati temi sociali.
Ogni corto e’ una storia e prevede la collaborazione tra Giulia Bianchi e un’altro artista, storie che vogliono promuovere la cultura e dare vita a nuovi modi di pensare. Progetti che vogliono narrare alcune specificità del territorio italiano e della nostra storia per investigare una idea.

Info e dettagli del libro

Contatti degli autori:
Giulia Bianchi
Nello Brunelli

Annalisa Guerisoli
Instagram addicted, appassionata di luoghi abbandonati, mi cibo di viaggi e di nutella. Astenersi fan dell'uncinetto e del cucito.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *