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D’Annunzio, Mendini e la poltrona Violata

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d’Annunzio e i Giardini di Pan, propone una inedita versione della celebre poltrona Proust, per l’occasione di color violato.

Ho sempre pensato che inquadrare D’Annunzio nel decadentismo fosse un atto riduttivo e tutto sommato ingiusto. Un pensatore così innovativo e amante della sperimentazione sotto la stessa “etichetta” in cui veniva classificato il Pascoli: un’assurdità.
D’Annunzio è senza dubbio la figura culturale del Novecento più vicina ai nostri tempi: provocatore, curioso, esteta, impegnato nella politica, ambizioso e profondamente individualista.
Una figura molto discussa, soprattutto per la sua incoerenza: da una parte sprezzante dell’omologazione borghese e determinato nell’ostentare la sua diversità dalla massa; dall’altra prezzolato e pronto all’opportunità economica, anche quando si trattava di vendere la sua “arte”. Lo amo.
Un vero designer della parola: la sua capacità di costruire le metriche poetiche ha qualcosa di morbosamente attrattivo, così come è stato lui nella sua vita. Certamente non un adone, ma profondamente affascinante e vero tombeur de fammes.
d’Annunzio e i Giardini di Pan, propone una inedita versione della celebre poltrona Proust, per l’occasione di color violato.

Pertanto, quando ho letto che Mendini ha cercato di riprodurre la cromia inventata da D’Annunzio, il Violato (quale irresistibile nome, così intimamente trasgressivo!), e ha editato con Magis appositamente per la mostra “D’Annunzio e i Giardini di PAN” presso il Vittoriale degli Italiani, fino al 31 ottobre, una sua Proust con questo colore ho pensato che al ‘diabolico Gabriele’ la cosa sarebbe piaciuta molto. Unico neo: il nome Proust.
I due si incontrarono in Francia presso il salotto di Madame Arman, quando D’Annunzio si era temporaneamente trasferito per sfuggire ai creditori in Italia. Fra i due non scattò la sacra fiamma dell’amicizia, tant’è vero che il Poeta Esteta definiva la scrittura di Proust “logorroica e noiosa”.
Ma d’altra parte, non si poteva certo chiedere a Mendini di cambiare nome alla sua iconica creazione!

d’Annunzio e i Giardini di Pan, propone una inedita versione della celebre poltrona Proust, per l’occasione di color violato.

Per chi fosse incuriosito, consiglio di visitare la mostra d’Annunzio e i Giardini di Pan (Vittoriale, dal 10 maggio fino al 31 ottobre 2015).
Un evento ‘diffuso’ che caratterizza gli spazi interni più intimi e segreti della meravigliosa residenza di D’Annunzio e il suo straordinario parco. L’iniziativa – curata da Alessandra Coppa e con il patrocinio di Padiglione Italia Expo 2015 – rende omaggio alla poetica, all’estetica, al panismo e al gusto di d’Annunzio celebrandone il legame profondo con l’Oriente.

Simona Finessi
Appassionata di letteratura, un po’ psicologa e interessata all’uomo e alle sue buffe manifestazioni. Una “busy bee” sempre all’opera: stacanovista e maniaca dell’organizzazione; praticamente una rompiballe. Le pubbliche relazioni e lo sviluppo di sinergie per fare network sono la mia cifra. Sicuramente morirò con un bicchiere in mano.

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