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Epoca Fiorucci, una mostra non convenzionale tra moda e cultura

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A Ca’ Pesaro, dal 23 giugno 2018 al 6 gennaio 2019, un altro avvincente dialogo tra moda e cultura, questa volta grazie alla pirotecnica creatività di Elio Fiorucci, il celebre creativo milanese scomparso nel 2015, da molti definito il “paladino della moda democratica”.
Fiorucci, figlio di un commerciante di calzature, fu una personalità unica in questo campo, capace di rivoluzionare la moda e il mercato – quando alla fine degli anni sessanta portò a Milano lo spirito libero e trasgressivo della Swinging London – e di formare il gusto di almeno due generazioni di giovani. Le sue idee innovative, le proposte sempre all’avanguardia rispetto agli input del pronto-moda, l’apertura ad altri mondi e culture, da cui traeva ispirazione, lo rendevano un fuoriclasse.

Oliviero Toscani, Campagna pubblicitaria Fiorucci, 1975
Oliviero Toscani, Campagna pubblicitaria Fiorucci, 1975

Poi c’era la passione per l’arte e l’architettura contemporanea, che portò Fiorucci a circondarsi di architetti come Sottsass, Mendini, Branzi, De Lucchi – grandi innovatori al pari suo – o di artisti del calibro di Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, ai quali non chiedeva “opere” ma contributi creativi per realizzare luoghi, narrazioni, eventi dove protagonisti erano la persona e i suoi desideri. Fiorucci è stato così il primo “stilista” a livello internazionale ad affidare ai più grandi architetti, grafici e designer la rappresentazione e la comunicazione dei suoi capi e accessori d’abbigliamento, intesi come estensione delle persone e della loro identità.

Perché, per Elio, il prodotto, l’oggetto creato, rappresentava lo strumento per parlare d’altro: “Fiorucci – sostiene Aldo Colonettiè stato una sorta di Marcel Duchamp non solo della moda ma, si potrebbe dire, nel modo di disegnare le cose, gli spazi, le relazioni tra l’oggetto e la persona”.

Narrare l’avventura intellettuale di Elio Fiorucci significa dunque ricostruire un’epoca, una rivoluzione del costume – quella del rock, delle ragazze yè-yè, dei figli dei fiori, dell’opposizone al gusto borghese – di cui egli è stato al tempo stesso straordinario interprete e acuto artefice, ma significa anche mettere in luce un arcipelago di legami, relazioni, di esperienze uniche.

Oliviero Toscani, Campagna pubblicitaria Fiorucci, 1977 – 1978
Oliviero Toscani, Campagna pubblicitaria Fiorucci, 1977 – 1978

Il suo primo negozio in Galleria Passarella a Milano, disegnato da Amalia Del Ponte, è del 1967, e nel ’76 lo store coloratissimo sulla 59th Avenue di New York diventa un punto d’incontro di tanti giovani. Qui arrivano anche Andy Warhol, Truman Capote e una giovanissima Madonna che tiene il suo primo concerto nell’83 allo Studio 54 proprio per i quindici anni di attività di Fiorucci. Sempre nel 1983, in ottobre, Keith Haring, con i suoi graffiti, firma il restyling dello store milanese.
L’amicizia di una vita con Oliviero Toscani – insieme al quale scardina i canoni della comunicazione – la frequentazione di Vivienne Westwood.

La curiostà, la ricerca del nuovo, la voglia di non porsi limiti e chiusure ispirano il suo motto “Liberi tutti “. Il marchio non si concentra solo sull’abbigliamento ma si diffonde alla grafica, alla comunicazione, all’allestimento dei negozi, agli oggetti e alle figurine Panini, in una continua creazione di immagini, celebrazioni ironiche e di una sottile vena di provocazione.

“EPOCA FIOUCCI“, curata da Gabriella Belli e Aldo Colonetti con Elisabetta Barisoni e con la collaborazione di Floria Fiorucci e dell’Archivio Fiorucci, ricorderà tutto questo, con un percorso e un taglio assolutamente originali in linea con lo spirito non convenzionale e non costrittivo di Elio Fiorucci e grazie all’allestimento disegnato da Studio Baldessari e Baldessari e la consulenza creativa e artistica di Franco Marabelli.

Venezia · Ca’ Pesaro
Galleria Internazionale d’Arte Moderna
23.06.2018 · 06.01.2019

Annalisa Guerisoli

Instagram addicted, appassionata di luoghi abbandonati, mi cibo di viaggi e di nutella. Astenersi fan dell’uncinetto e del cucito.

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