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I fili d’erba di Pedrali

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I fili d’erba di Pedrali

È stato inaugurato a Mornico al Serio, Bergamo, Fili d’erba, il nuovo magazzino automatico Pedrali progettato da CZA – Cino Zucchi Architetti.
Una struttura d’avanguardia, completamente automatizzata e attiva 24/24, un edificio alto 29 metri su una superficie totale di 7mila metri quadri che permette lo stoccaggio di ben 16.880 pallet di prodotti finiti e semilavorati. Il volume del magazzino è il risultato dello studio dei flussi produttivi, di movimentazione e di immagazzinamento, attuali e futuri. I pallet giungono al magazzino automatico trasportati da uno Skytrain e da otto navette autosterzanti e vengono movimentati in orizzontale e verticale tra le macroscaffalature portanti grazie a cinque trasloelevatori.
Una macchina perfetta all’interno e un progetto innovativo di architettura industriale all’esterno.

I fili d’erba di Pedrali

Il progetto del rivestimento esterno, infatti, vuole essere una risposta fortemente relazionata al paesaggio agricolo circostante. Lo studio CZA – Cino Zucchi Architetti ha voluto creare una quinta visiva che risponda alle diverse condizioni del paesaggio agricolo circostante. Tutte le quattro pareti d’ambito del magazzino sono rivestite in pannelli coibentati lisci finiti in color alluminio naturale; sopra questi, una serie di elementi semplici realizzati con profilati di alluminio estrusi, generano un pattern visivo formato da una combinazione di linee verticali ed oblique, quasi dei giganteschi “fili d’erba” che ritmano e danno misura alla superficie cieca e inarticolata delle facciate.
Per maggiori informazioni sulla celebre azienda italiana di arredo e sull’innovativo magazzino automatico, visitate il sito di Pedrali.

I fili d’erba di Pedrali

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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