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Floating Christos

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Floating Piers è un’esperienza di vita. Si è detto tanto sul suo conto: quanto è stato speso, quante ore di fila bisogna affrontare per accedervi, cosa vuole comunicare l’artista con quest’opera, quanta gente si è sentita male durante la sua inaugurazione, ecc.; ma quello di cui ancora non si è parlato è dell’insieme delle sensazioni e delle emozioni che il pubblico prova mentre ha la possibilità di vivere l’opera in questione.

Christo, all’anagrafe Christo Vladimirov Yavache, è conosciuto per essere uno dei maggiori esponenti della Land Art, movimento artistico contraddistinto da interventi – spesso di dimensioni notevoli  – realizzati direttamente sul territorio naturale. Floating Piers è quindi una splendida opera di Land Art che per 16 giorni renderà unico il paesaggio circostante il Lago d’Iseo. Ma non è solo questo.

Floating Piers è anche un’installazione interattiva, necessita dell’intervento del visitatore, non è stata creata solo per essere ammirata ma esiste per essere vissuta. Gli oltre 3km di passerella gialla che collegano Sulzano con Monte Isola e l’isola di San Paolo, oltre ad essere un’opera di ingegneria, rappresentano un ponte ideale tra la nostra comfort zone e tutto quello che ancora c’è di inesplorato.

Il caldo, l’immensa moltitudine di persone, la sensazione di instabilità provocata dall’ondeggiamento della passerella, il lungo percorso, tutto contribuisce a rendere il suo attraversamento più simile ad una gara di Giochi Senza Frontiere che ad una passeggiata lungo (e sul) lago. Ma la voglia di andare avanti, la curiosità di godere di sempre nuovi punti di vista (che altrimenti non potremmo mai ammirare senza una barca), la sensazione di benessere provocata dal fatto di avere la fortuna di poter vivere finalmente un’opera di Christo o semplicemente di poter camminare su qualcosa che tra pochissimo non esisterà più, basta ed avanza.

Christo ci ha fatto un bellissimo regalo: ci ha donato la possibilità di guardare quello che ci circonda (più o meno quotidianamente) con occhi nuovi, ci ha ricordato di non dare nulla per scontato, ci ha permesso di vedere quanto sia bella la nostra terra e ci ha reso più consapevoli di quanto sia importante vivere la nostra vita qui ed ora. Questa è un’esperienza che non si ripeterà più, che la consideriate un’opera d’arte o meno vivetela, tornerete indietro sicuramente arricchiti.

Foto in copertina: @nico_virlan

Una foto pubblicata da @faustomattei in data:

Una foto pubblicata da Marco Cipollini (@marco_cipollini) in data:

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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