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Forma Mentis

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Fino al 16 marzo 2018 è aperta al pubblico – presso la Galleria Viasaterna di Milano Forma Mentis, un progetto espositivo che raccoglie i lavori di Barbara De Ponti e Jens Risch. La mostra presenta per la prima volta a Milano l’ultimo progetto di Barbara De Ponti Clay Time Code, e una serie di opere dell’artista tedesco Jens Risch realizzate tra il 2011 e il 2016. I due artisti, vicini per generazione e pratica artistica, sono protagonisti di un dialogo inedito creato a partire dal riconoscimento di uno stesso sentire che sottende le rispettive ricerche, caratterizzate da estremo rigore e coerenza di metodo. Come il titolo lascia intuire, Forma Mentis è una mostra che gravita intorno al tema centrale della Forma, che guida il gesto di entrambi gli artisti, mossi dalla volontà di raggiungere una sintesi quanto più perfetta tra contenuto e rappresentazione.Barbara De Ponti, Novum Locus Amoenus 4, Time Code, grafite su carta, 25x45 cm, 2017 ┬® Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna

Barbara De Ponti, Novum Locus Amoenus 4, Time Code, grafite su carta, 25×45 cm, 2017 ┬® Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna

Clay Time Code, realizzata da Barbara De Ponti nel 2016 ed esposta presso il Museo Internazionale della Ceramica, il Museo Carlo Zauli e il Museo di Scienze Naturali di Faenza, è una serie nata sul suolo di una particolare area geografica (faentino), caratterizzata dalla presenza di un materiale specifico risalente a 400 milioni di anni fa: l’argilla azzurra del Mare Pleistocenico. De Ponti ha individuato alcuni microrganismi fossili e li ha resi protagonisti di una serie di sculture in ceramica che li riproducono in scala aumentata, utilizzando lo stesso materiale di cui originariamente erano fatti.

Barbara De Ponti, Gephyrocapsa Oceanica S1 from the series Clay Time Code, Argille Azzurre, 2016 ┬® Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna
Barbara De Ponti, Gephyrocapsa Oceanica S1 from the series Clay Time Code, Argille Azzurre, 2016 ┬® Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna

Così come l’opera di De Ponti, anche il lavoro di Jens Risch può essere letto come un elogio alla lentezza. A partire dal 2001, l’artista tedesco si è esclusivamente dedicato alla realizzazione di una serie di sculture costituite da fili di seta lunghi circa un chilometro, intrecciati su sé stessi fino a creare un groviglio inestricabile. Il materiale utilizzato rimane uno e uno solo dall’inizio alla fine. Ciò che cambia non è il filo di seta ma le sue sembianze, grazie a una pratica che trova nella ripetitività del gesto l’unica traccia di intenzionalità formale dell’artista.
Attraverso una grammatica di forme semplici ma mai scontate, le opere in mostra sono capaci di scatenare una serie di sorprese che finiscono per stravolgere la percezione naturale delle cose, impedendo allo spettatore di riconoscere fino in fondo gli oggetti che ha davanti.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.viasaterna.com.

Jens Risch, Silk piece VI,1000 m seta bianca, cm 7,5x8x7, 2015-2017 ┬® Jens Risch, Courtesy Viasaterna - Bischoff Projects. Photo by Joerg Baumann
Jens Risch, Silk piece VI,1000 m seta bianca, cm 7,5x8x7, 2015-2017 ┬® Jens Risch, Courtesy Viasaterna – Bischoff Projects. Photo by Joerg Baumann
Cristina Bigliatti

«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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