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Il sogno di Nobili Rubinetterie

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In un periodo economicamente complesso come quello che sta attraversando il nostro Paese negli ultimi anni, è sempre confortante notare il successo di alcune realtà italiane, sia all’interno dei nostri confini nazionali che all’estero.
Questo è il caso di Nobili Rubinetterie, un’azienda nata 61 anni fa grazie alla volontà di Carlo Nobili di creare prodotti di elevata efficienza e al contempo anche piacevoli nelle forme.
Dal lontano 1954 sono stati installati oltre 100 milioni di rubinetti di qualità nelle case e negli hotel dell’Italia e del mondo. L’azienda, fin da subito votata all’utilizzo di processi produttivi d’avanguardia e tecnologie innovative, ha potenziato i suoi apparati passando dai 2.000 mq iniziali ai 7.000 mq della seconda sede.
Negli anni ottanta fanno il loro ingresso in azienda i figli del fondatore, Alberto e Pierluigi: grazie al loro contributo prende il via una vera e propria rivoluzione, capace di trasformare una media impresa in un’azienda leader del settore. Nel 1989, a Suno (NO), viene realizzato un complesso produttivo che, in successivi step, arriva ad interessare una superficie coperta di 65.000 mq.
I livelli di automazione sono i più elevati del settore, il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità sono le loro priorità, non a caso l’azienda è classificata “Zero Emission Company”, grazie ad un impianto fotovoltaico in grado di assicurare la completa autonomia energetica. I prodotti stessi sono pensati nell’ottica della sostenibilità e del risparmio idrico ed energetico.

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I manufatti Nobili sono estremamente curati nei dettagli, eccellenti dal punto di vista qualitativo e funzionale ed interamente realizzati all’interno dell’azienda, in ogni loro piccola componente.
La parte estetica è sempre affidata a qualificati designer, tra i quali: Rodolfo Dordoni, Gordon Guillaumier, Piet Billekens, Pininfarina, Nilo Gioacchini, Mauro Carlesi.
Negli ultimi anni in azienda si sono succedute le nuove generazioni della famiglia Nobili ma quel sogno che, sessant’anni orsono, indusse il fondatore ad affrontare una sfida che sembrava impossibile, oggi non solo è rimasto invariato ma è diventato una realtà.

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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