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La Mela Reintegrata

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la mela reintegrata

Un’opera simbolica che si apre al mondo, così come la stazione ferroviaria, anche simbolicamente, apre la città al mondo”, così Michelangelo Pistoletto introduce la nuova installazione presentata oggi in Piazza Duca d’Aosta.
Grazie ad un accordo tra Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte, il FAI ed i rappresentanti del Comune, La Mela Reintegrata viene donata alla Città di Milano.
La mela raffigura il mondo naturale, il quale viene intaccato dall’uomo e dal suo artificio, rappresentato simbolicamente dal morso. Il maestro Pistoletto riunisce i due mondi attraverso l’evidente cucitura. L’unione tra il mondo artificiale e quello naturale ha l’obiettivo di riportare l’equilibrio tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, esempio questo che deve essere preso in considerazione dalla nostra società e dal mondo intero.

la mela reintegrata
La Mela Reintegrata è un’opera di grandi dimensioni – 11 tonnellate di peso, 8 metri di altezza e 7 di diametro – costituita da una struttura di metallo interamente modellata da un intonaco argilloso mescolato a polvere di marmo.
L’installazione è stata presentata al pubblico presente attraverso una performance realizzata da un nutrito gruppo di volontari, seguita dalle dichiarazioni del Sindaco di Milano, del maestro Pistoletto, dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano, dell’ssessore ai Lavori Pubblici e Arredo Urbano del Comune di Milano e del vicepresidente esecutivo FAI.
L’opera introduce un cantiere operativo della durata di un anno che si terrà in diverse location milanesi, il cui obbiettivo è attivare i significati della Mela Reintegrata.
Qui di seguito il video di presentazione in cui lo stesso artista parla dell’opera.

la mela reintegrata

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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