Architecture

LA NUOVA TATE MODERN

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Si chiama Switch House, la torre di 10 piani e 65 metri d’altezza che sorge proprio accanto alla “vecchia” Tate Modern, e che offrirà 22.492 mq. di spazi che saranno adibiti a laboratori, ristoranti, uffici, aree espositive, terrazze panoramiche, spazi commerciali, un parcheggio e spazi pubblici all’esterno.

L’edificio, è impossibile che passi inosservato. Un enorme volume piramidale spezzato e ruotato, rivestito in mattoni rossi, che si abbinano visivamente alla muratura della ex Bankside Power Station, collegato dai piani 1 e 2, al corpo già esistente della galleria e, al livello 5, attraverso un passaggio esterno.

E’ questa, la famosa “nuova Tate”, nata dall’unione degli architetti Herzog & de Meuron, insieme al designer Jasper Morrison e all’architetto paesaggista Günther Vogt, (lo stesso team che nel 1995 concepì il progetto originario della Tate Modern).

L’ampliamento avrà come protagonisti i The Tanks, ovvero i grandi serbatoi sotterranei della vecchia centrale che saranno inglobati nella Switch House, per diventare per la prima volta nella storia dell’architettura, spazi museali dedicati alla live art e alla performance art.

“L’arte cambia, e così facciamo noi”, chiosa Nicholas Serota durante la conferenza stampa, poco prima di annunciare la data dell’apertura ufficiale della nuova Tate: il 17 giugno 2016.

E da più di 20 anni fa ad oggi, l’architettura si è evoluta non solo nelle forme, ma soprattutto nella capacità di affrontare tematiche come la sostenibilità e la necessità di ridurre l’impatto ambientale nelle nuove costruzioni.

A questo, il team di progettisti ha risposto con un sistema di ventilazione con recupero di calore, raffreddamento e riscaldamento con pompa di calore geotermica.

Anche il layout delle gallerie espositive sarà completamente progettato al nuovo, tra gli edifici. L’obiettivo? Raccontare ai visitatori l’arte moderna attraverso un percorso temporale, dalle origini ad oggi.

Le opere raccolte ed esposte sono frutto del lavoro di autori provenienti da tutto il mondo, dalle città in cui l’arte moderna è più radicata, come Berlino a Parigi, Londra, New York, alle città “emergenti” sul tema, come Tokyo, San Paolo, New Delhi e Bangkok.

“E’ stato sfidante e avventuroso costruire una collezione ricca di artisti internazionali per la nuova Tate Modern” spiega la direttrice Frances Morris “abbiamo riunito le nostre “vecchie conoscenze” nell’arte insieme alle nuove. Alcuni nomi? Mark Rothko, Agnes Martin e Henri Matisse, insieme a nuove acquisizioni provenienti dall’America Latina, Africa, Asia, Medio Oriente ed Est Europa, come Meschac Gaba, Sheela Gowda e Cildo Meireles”.

E le sorprese non sono ancora finite: dal 17 giugno, un programma di tre settimane di live art, tra performance ed eventi aprirà le danze. E, nel centro della Turbine Hall, una enorme scultura a forma di albero alta circa 7 metri, realizzata da Ai Wei Wei accoglierà gli ospiti.

“L’apertura di un edificio come questo non ha valore solo per il presente ma deve guardare soprattutto al futuro. La Tate dovrebbe fare la differenze nella vita delle persone, offrendo a tutti la possibilità di ammirare e vivere l’arte”, spiega Serota.

E, certamente, questo avverrà.

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Valentina Mariani
London based freelance journalist. Fashion addicted, design passionate and art lover. Her favorite quote is “Everything you can imagine is real.” (Pablo Picasso)

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