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La seconda vita di una lente

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Agli inizi di maggio si è svolto a Palermo, presso la Facoltà di Architettura, il secondo incontro tra Divel Italia, produttore di lenti, e studenti di Disegno industriale.

Il corso di laboratorio di Disegno industriale per gli studenti di III anno è finalizzato alla realizzazione di progetti di design per la seconda edizione della mostra Design e Territori che nel 2018 si è tenuta a Palermo, capitale della cultura dell’anno passato, mentre quest’anno si terrà a Torino a novembre.

Design e Territori è “un’inedita modalità di incontro tra università, aziende e professionisti”.
A partecipare sono 10 aziende, che hanno proposto rispettivamente 10 brief seguite da tutor specializzati. I 60 studenti di Design, suddivisi in gruppi, hanno deciso di seguire uno di questi progetti.

Divel Italia è una delle 10 aziende partecipanti e si è lanciata quest’anno in questa stimolante avventura proponendo un brief di carattere etico.

Ogni anno, solamente in Divel Italia, vengono scartate circa 100.000 lenti. Queste cifre derivano dal fatto che la lente, essendo un dispositivo collegato alla salute (nel caso della lente oftalmica gli standard sono definiti dalle norme sui dispositivi medici) deve superare determinati test di qualità.

Inoltre, per la particolare natura dei materiali usati per le lenti e per i trattamenti applicati sulle superfici, questo prodotto non ha riciclo effettivo e deve essere smaltito attraverso procedure specifiche.

Superare il problema degli scarti di produzione è una degli obiettivi del brief Divel proposto ai ragazzi designer. Divel vorrebbe catturare l’attenzione del pubblico,dagli adulti ai millennials, ovvero quella generazione di ragazzi più sensibili alle tematiche della sostenibilità ambientale, per sensibilizzare sul tema del riciclo anche degli oggetti più comuni e a cui non si presta dovuta attenzione. “Vorremmo essere percepiti come un’azienda moderna, dinamica e attenta al futuro del nostro pianeta” afferma Brando Marraccini, direttore generale dell’azienda.

“La seconda vita di una lente” è il nome del progetto. I ragazzi di disegno industriale, affiancati da Federica Ditta e Cristiano Pesca, due vivaci giovani designers che faranno da tutor, si dovranno così cimentare nella finalizzazione di un progetto di design originale ed ecosostenibile.

Oltre al gruppo di Disegno industriale, seguiranno il progetto anche due gruppi del corso di laurea in Architettura.

Durante il secondo incontro avvenuto il 4 maggio i ragazzi hanno proiettato una presentazione contenente tutta l’approfondita analisi fatta sull’azienda Divel e i riferimenti del progetto.

L’analisi è stata di tipo circolare: gli studenti sono partiti dalla sfida del brief, sono passati alla fase di Understanding e a quella di Preparation in cui si è analizzato il materiale (la lente) e l’azienda (target, obiettivi etc); la terza fase è stata quella dell’Esplorazione in cui gli studenti si sono cimentati in sperimentazioni pratiche, studio dei riferimenti. Quest’ultima fase è stata conclusa durante l’incontro del 4 maggio con un brainstorming che ha coinvolto anche i rappresentanti aziendali.

Oggetto del brainstorming è stato sperimentare gli effetti di luce causati dall’attraversamento dei raggi su varie tipologie di lenti (fotocromatiche, polarizzate, mascherine etc).

I giovani designer, guidati da Federica e Cristiano, sono adesso pronti alla fase finale, all’elaborazione del concept e alla materializzazione del progetto.

“Voi giovani designer siete davanti ad un dilemma ecologico: far diventare questa lente un oggetto di design bellissimo o condannarla a rovinare per sempre il nostro mondo. A voi la scelta”. Sono le parole di Dario Russo, docente del laboratorio di Disegno industriale di Palermo.

Sarà una storia a lieto fine? A luglio lo sapremo!

 

 

 

 

 

 

 

 

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