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Le drammaturgie di JCP

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le drammaturgie di JCP

In un mercato legato all’arredamento d’interni saturo e carico di nuove ma non innovative proposte, c’è chi vuole uscire dai consueti confini della disciplina del design e proporre qualcosa di “diverso”. Ci sono aziende che provano a cambiare il gusto in un settore ormai caratterizzato da un’offerta omogenea e pressoché poco originale. JCP vuole essere questa eccezione.
La collezione presentata come anteprima del Fuorisalone, è una sintesi di stilemi, che rivela velate analogie con opere contemporanee. Il complemento d’arredo viene messo a nudo, svuotato dei suoi elementi più superficiali per mostrare la sua essenza: le fasce elastiche costituiscono la scocca di una seduta; le griglie metalliche dorate disegnano un elegante divano, lontano parente di un Chester, che è solo scheletro. E ancora un gomitolo arruffato diventa una poltrona nido, mentre un aulico trofeo dorato, issato su un piedistallo, funge da regale attaccapanni.

le drammaturgie di JCP

Ogni pezzo svela la sua doppia identità, trasformando il racconto domestico in una vera e propria drammaturgia. E proprio come una drammaturgia è stata presentata la nuova collezione di JCP. Al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano i pochi fortunati presenti hanno potuto assistere ad una rappresentazione surreale, onirica e misteriosa, che ha lasciato tutti senza parole per la sua originalità.
Ora non resta che attendere la presentazione ufficiale durante il Fuorisalone per capirne di più…

le drammaturgie di JCP

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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