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Le Immagini Sensibili dell’arte

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Le Immagini Sensibili dell'arte

La mostra Studio Azzurro. Immagini sensibili è aperta al pubblico a Palazzo Reale di Milano dal 9 aprile fino al 4 settembre. Non si tratta di una semplice esposizione, ma rappresenta un’esperienza sensoriale che racconta i 35 anni di Studio Azzurro.
Studio Azzurro, a partire dagli anni ’80, segna indelebilmente la scena artistica dell’epoca attraverso la realizzazione di video-ambienti, ambienti sensibili e interattivi, percorsi museali, performance teatrali e film, contraddistinti da una sperimentazione tecnologia davvero all’avanguardia.
Milano rende omaggio a questo straordinario laboratorio di ricerca, riproponendo una parte significativa del loro intenso lavoro. Decine di proiettori, monitor, touchscreen e sensori sono nascosti in “ambienti sensibili” che reagiscono alla presenza e ai gesti del visitatore, con l’intento di renderlo attore protagonista delle opere.

Le Immagini Sensibili dell'arte
Patine e accumuli Esperienza interattiva in quattro parti, 2015 Milano, Fabbrica del Vapore – Studio Azzurro, CONTAMINAFRO 2015 – identità in evoluzione.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta e realizzata da Palazzo Reale e Studio Azzurro con la collaborazione di Arthemisia Group fa parte del programma di Ritorni al futuro, il palinsesto culturale che propone oltre cento appuntamenti tra mostre, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri.
Studio Azzurro. Immagini Sensibili è un viaggio, un’esperienza coinvolgente, un’esposizione di suggestive e poetiche installazioni che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea: vivetela!

Med Mediterraneo Ambiente sensibile 2002 Castel Sant’Elmo, Napoli
Med Mediterraneo Ambiente sensibile 2002 Castel Sant’Elmo, Napoli

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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