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Il lessico famigliare di Danese

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Danese reinventa il paesaggio domestico con forme che esprimono sensibilità emergenti e una nuova gestualità. Interprete ideale di questo scenario e della volontà dell’azienda di consolidare il contract Ron Gilad, da un anno direttore creativo dell’azienda, che ha riunito attorno allo stesso tavolo progettuale Michele De Lucchi e Richard Hutten. Con loro condivide la capacità – per niente scontata – di entrare in empatia con il cliente finale, attraverso oggetti essenziali, ironici e accoglienti, mai banali, perfetta sintesi tra industria e artigianato, tra grande serie ed edizioni limitate.

Per il Salone del Mobile Ron Gilad ha allestito nello showroom di Danese una mostra dei suoi prodotti che vuole essere una visualizzazione dell’evoluzione e della genesi che ha portato alla realizzazione di nuovi oggetti. L’allestimento, come lui stesso spiega, è infatti perfettamente uguale a quello dell’anno precedente, perché i contenuti sono più importanti del contesto. Tema ricorrente della sua collezione, il portafrutta quest’anno assume una presenza materica e visiva diversa con Fruit Bowl No. 11, composto da quattro spicchi in legno di faggio, sorretti da una struttura in metallo verniciato. E’ affiancato da Fruit Bowl No. 12, linee che si intersecano per costruire un contenitore, sfruttando tre posizioni differenti e rimanendo in equilibrio, sfidando le leggi della fisica.

 

Fruit Bowl No.12
Fruit Bowl No.12

 

Border sono invece scarne strutture in metallo (quest’anno anche in argento) che delimitano lo spazio, proponendo un confine reale ma variabile entro il quale inserire gli oggetti. Ron Gilad rende tangibile l’intangibile anche con Frame, le cornici che possono ritagliare piccoli spazi e prospettive, minimi allestimenti domestici o ospitare fotografie. Sono invece in metacrilato trasparente o in marmo i centrotavola Gondola, realizzati al 70% con macchine a tecnologia a controllo numerico, mentre per il 30% la loro lavorazione è affidata a esperte mani artigiane. Completano la collezione i vasi “capovolti” (con l’apertura dove si immagina ci sia la base) e il curioso ed enigmatico Drawing No. 14, un orologio composto da dodici orologi che si modifica continuamente.

 

Fruit Bowl No.12
Familia

 

La versatilità è quindi la cifra di tutte le nuove collezioni Danese, soprattutto di Familia, disegnata da Richard Hutten, che si adatta a diverse esigenze e utilizzi, grazie a una serie di accessori. Una poetica pragmatica del quotidiano che comprende appendiabiti, un sistema di transenne, tavoli, portaombrelli e un portacandele che ospita anche lo spazio per i fiammiferi e per un posacenere. Assecondano funzioni, esigenze e spazi diversi anche Trespolone, Trespolino e Trespoletto di Michele De Lucchi (foto in cover) che ha concepito una serie di supporti, ganci e superfici modulabili, allungabili e smontabili, utilizzabili in diversi contesti, dalla casa all’ufficio, partendo proprio dal concetto del cavalletto di un pittore che viene smontato, ripiegato e rimontato facilmente in qualsiasi luogo. In legno di faggio e metallo, si trasformano in appendiabiti, tavoli regolabili e portaombrelli.
 

Gondola Marble
Gondola Marble

 

Completa la collezione 2018 di Danese la nuova lampada Ina 2007 disegnata da Carlotta de Bevilacqua. La progettazione inizia quindi dalla parabola e dall’interpretazione di un gesto libero, di un pensiero. Forse anche di un sogno.

Villa Danese – via Canova 34
17-22 aprile: 10.00-20.00

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Alessandra Albarello

Come ogni sagittario ho un’anima nomade, anzi randagia. Giornalista freelance e scrittrice, amo le sfide che affronto con coraggio e un po’ di incoscienza. Scrivo di molte cose, facendomi guidare dalla curiosità e dalle mie molteplici passioni. Mi piace raccontare storie e proporre visioni. La mia frase preferita è “Diventate ciò che volete diventare” (Nansen Osho).

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