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Per l’outdoor ci vogliono dei Talenti

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Per l'outdoor ci vogliono dei Talenti

Talenti ha presentato al Salone del Mobile 2017 due collezioni ben delineate e dal carattere inconfondibile. I complementi d’arredo sono stati realizzati da due designers che hanno lo stesso scopo: quello di ricreare un’atmosfera di relax, senza trascurare l’eleganza e la contemporaneità dei prodotti.
Marco Acerbis, con la sua Soho Collection, si è ispirato alla delicatezza e all’equilibrio dei materiali. La collezione è un gioco tra i vuoti e i pieni, la struttura leggera in alluminio verniciato crea uno scheletro robusto sul quale si appoggiano i cuscini, garantendo così stabilità e resistenza.

Per l'outdoor ci vogliono dei Talenti

Ramón Esteve firma invece Cottage, collezione caratterizzata da sedute con proporzioni generose e schienali alti, ideata pensando ai portici delle fattorie e ai ranch del Far West. Lo stile rustico viene reinterpretato, ricercando la sintesi formale del mobile contemporaneo. Abbiamo incontrato il designer, il quale ci ha detto a riguardo: “si tratta di una collezione composta dal sofà modulare, lampade, tavolini, la chaise longue, ed il tavolo con le sedie. È una linea completa da outdoor. È disponibile in colori e trattamenti differenti: i braccioli delle poltrone possono essere in travertino o in legno. Si tratta di una collezione caratterizzata da linee semplici, che gioca intelligentemente con le proporzioni. Con questa collezione ho cercato di raggiungere il massimo della comodità, giocando con le sensazioni e con i materiali naturali che meglio si adattano ai complementi d’arredo da outdoor. Questo è un prototipo che stiamo presentando ufficialmente al pubblico in occasione del Salone del Mobile 2017, è un prodotto che stiamo ancora sviluppando e perfezionando e credo che per il prossimo anno saremo pronti per lanciare la collezione”.
Per maggiori informazioni sull’azienda e sulle sue collezioni, visitate il sito www.talentisrl.com.

Per l'outdoor ci vogliono dei Talenti

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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