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M#16 UNA PIETRA TENERA CON ANIMA MARINA

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M#16 UNA PIETRA TENERA CON ANIMA MARINA

Margraf, azienda leader dal 1906 nella lavorazione e trasformazione di marmi e pietre, dà il via al progetto MARBLE STORIES – creating today the history of tomorrow.
Il progetto consiste nel creare ogni anno, a partire dal corrente, una piattaforma d’incontro e dialogo tra il mondo della pietra e quello della metamorfosi artistica, mettendo in evidenza i due medium principali in grado di trasformare la materia prima in opera d’arte, architettonica o di design: l’uomo e la tecnologia. L’evento verrà sviluppato ogni anno secondo modalità e percorsi differenti, avvalendosi di curatori trasversali, evidenziando negli anni pari l’eccellenza della manualità e dell’artigianalità (M=man) e negli anni dispari il potere della tecnologia e il superamento dei limiti (T=technology).
Per inaugurare il ciclo MARBLE STORIES, Margraf annuncia l’Edizione #M16 – dove M sta per MAN e 16 evidenzia l’anno corrente sottolineando la contemporaneità dell’operazione.

M#16 UNA PIETRA TENERA CON ANIMA MARINA

Margraf ospita questa settimana 6 artisti d’eccellenza presso la propria sede per una settimana, mettendo a disposizione di tutti e 6 un metro cubo di pietra di Vicenza.
Ulrich Mueller, James Fausset Harris, Riccardo Albanese, Alfredo Pecile, Fabio Chiarello e Pablo Augusto Garelli gli scultori che questa settimana è possibile osservare all’opera nella sede Margraf di Chiampo, VI.
Per al curatela di #M16 Margraf ha scelto Giulio Delvè, artista di fama internazionale nato a Napoli nel 1984, attivo tra la città natale e Berlino, dove recentemente si è tenuto il suo ultimo solo-show Conspire means to breathe together.

M#16 UNA PIETRA TENERA CON ANIMA MARINA

Il tema che Delvè sviluppa per M#16 è Una pietra Tenera con anima marina
La Pietra di Vicenza, è un ottimo materiale da plasmare, facilmente scalfibile e lavorabile. Dalla forte carica storica e simbolica. Dal punto di vista della composizione mineralogica è un calcare organogeno formato da materiale clastico e da resti fossili – spiega Delvè – Il fossile chiama in questione le condizioni essenziali della somiglianza e della rappresentazione, la memoria duratura di una traccia e il suo presente. Il termine “fossile” deriva dal latino “fodere”, che significa “scavare”.
L’analogia con il gesto scultoreo (per via di levare) è lampante; per la presenza di un paradosso: la collisione di un qui e di un non-qui, racconta di un contatto e di una perdita…proprio quell’assenza implica una data esistenza in quanto ne manifesta  la reale presenza.
Il binomio sparizione-apparizione che ne deriva: le cose esistite, ed ormai invisibili, qui e ora al tempo stesso divengono fisiche, concrete, visibili, scultoree per l’appunto.
Non è solo l’accumulo a creare materia e forma, ma la sottrazione allo stesso modo. Scavare per recuperare, indagare, riportare alla luce, scavare per creare e ricreare…
Gli artisti avranno a disposizione 7 giorni per realizzare la propria opera che domenica 4 settembre verrà valutata da una giuria composta da Giulio DelVè, Giorgia Lucchi Boccanera, dal collezionista Walter Cassandro e dallo scultore Enrico Pasquale.
Maggiori informazioni sono visibili sul sito dell’azienda.

M#16 UNA PIETRA TENERA CON ANIMA MARINA

Anna Masello
Viaggiatrice dalla nascita, irrequieta e sognatrice. Amo progettare il futuro e creare connessioni tra le persone. Amo le persone che mi sorprendono, amo le persone quando sono un po’ folli. Amo l’arte, l’architettura e i processi che portano alla creazione di bellezza vera, di significato e non solo di forma.

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