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Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec

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Palazzo Reale di Milano celebra un altro grande artista, con un altrettanto grande mostra monografica. Fino al 18 febbraio 2018 è aperta al pubblico l’esposizione “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”, curata da Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e da Claudia Beltramo Ceppi Zevi, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.
Henri de Toulouse-Lautrec è stato un artista che ha saputo incarnare totalmente lo spirito bohémien del tempo, capace di creare uno stile unico che diede il via a tutta una serie di contaminazioni artistiche, che sfociarono nei successivi movimenti come il fauvismo e l’espressionismo.
L’artista – di origine aristocratica ma testimone della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse – crea straordinari ritratti dei personaggi dei locali notturni di Montmartre. Il sobborgo parigino, ricco di cabaret, trattorie, caffè concerto, sale da ballo, e piccoli esercizi che mescolavano una folla eterogenea di poeti, scrittori, attori e artisti, è il luogo dove Toulouse-Lautrec scava nella loro psicologia e ne estrapola le caratteristiche salienti: ecco la corposità della Goulue, la raffinatezza di Jane Avril, l’inimitabile portamento di Yvette Guilbert, la forte presenza scenica di Aristide Bruant. Il pittore ritrae i locali di Montmartre e i suoi protagonisti in modo realistico, senza sovrapporvi giudizi morali o etici, ma limitandosi a raccontarli.

Henri de Toulouse-Lautrec, Le photographe Sescau, 1894, litografia, manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Le photographe Sescau, 1894,
litografia, manifesto, collezione privata

Anticipatore della grafica pubblicitaria contemporanea, diventò celebre per le sue “affiches”, veri e propri manifesti pubblicitari, dedicati a spettacoli teatrali piuttosto che a prodotti commerciali. Fu il primo a percepire la necessità di inventarne un nuovo stile: impiegò linee impetuose, tagli compositivi audaci, colori intensi e piatti, colori squillanti che rendevano il manifesto visibile anche da lontano, facilmente riconoscibile al primo sguardo e, soprattutto, attraente per il potenziale consumatore.
In mostra s’incontra in seguito la serie Elles, dedicata alla descrizione della vita nelle case chiuse, che s’impone come uno dei capolavori di Toulouse-Lautrec e di tutta l’arte di fine Ottocento. Rappresentate nei gesti semplici della loro vita quotidiana, le ragazze delle maison sono descritte qui con la massima aderenza alla loro realtà umana.
L’esposizione contiene oltre 200 opere, con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali; è possibile inoltre ammirare eccezionalmente la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista, accompagnati da studi e bozzetti preparatori.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.palazzorealemilano.it oppure www.toulouselautrecmilano.it.

Henri de Toulouse-Lautrec, Mademoiselle Marcelle Lender, en buste, 1895, litografia, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Mademoiselle Marcelle Lender,
en buste, 1895, litografia, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1899, litografia, Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1899, litografia,
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Henri de Toulouse-Lautrec, May Milton, 1895, litografia, manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, May Milton, 1895, litografia,
manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Ambassadeurs, Aristide Bruant, 1892, litografia, manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Ambassadeurs, Aristide
Bruant, 1892, litografia, manifesto, collezione privata
Cristina Bigliatti

«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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