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di Parole faccio Arte

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Whitelight Art Gallery galleria darte contemporanea – e Copernico piattaforma di spazi e servizi dedicati allo smart working – consolidano la loro collaborazione nata nel 2016 e presentano la mostra di Parole faccio Arte”. Questo percorso d’arte ambizioso e coraggioso, senza confini geografici ma con precisi confini progettuali e tematici, toccherà 4 sedi di Copernico in Italia a Milano, Torino e Roma. L’obiettivo della partnership è offrire a partire dalla community di Copernico mostre e momenti di incontro, in cui la cultura diventa una delle leve per promuovere la creatività e l’innovazione.
D
i Parole faccio Arte è la prima mostra tematica composta da tre personali: Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme, tre artisti e tre diverse prospettive per un viaggio itinerante alla riscoperta della parola e della sua rappresentazione nell’arte visiva.
La mostra, nata da un’idea di
Giorgia Sarti, co-fondatrice di Whitelight Art Gallery e Guido Galimberti, collezionista storico milanese d’arte moderna, ha come unico filo conduttore la parola nell’arte visiva. Tre diversi linguaggi per comunicare una forma espressiva che collega parole e immagini, che esalta la poesia trasformandola in pittura, in scultura, in campo di ricerca e installazione interattiva.

 di Parole faccio Arte

Ad inaugurare l’esposizione itinerante sarà la personale di Giorgio Milani. Inizia la sua ricerca a metà degli anni ’60 sul rapporto fra immagine e scrittura, e dagli anni ’90 comincia ad esprimersi attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici in legno, ormai divenuti introvabili, i cosiddetti “poetari”. Il 7 febbraio 2018 ha aperto a Milano Copernico Castello per spostarsi poi a Roma a giugno e a Torino a settembre.
Pochi giorni dopo saranno le opere di
Sabrina D’Alessandro ad occupare gli spazi di Torino Copernico Garibaldi. Nel 2009 Sabrina D’Alessandro fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite). Attraverso questo Ufficio l’artista cerca, esplora e riporta in vita parole altrimenti perdute, trasformandole in video, sculture, installazioni e azioni. Le sue opere partono dalla parola per indagare l’animo umano, e lo fanno in modo brillante, spesso ironico, accompagnandoci in un percorso coinvolgente, che getta una luce diversa sulla realtà che ci circonda.
Ed, infine, a marzo a Roma in Clubhouse Barberini sarà la volta di
Opiemme, artista che, chiedendosi come svecchiarne la comunicazione, reinventa la fruizione e l’occasione di lettura, cercando nuovi modi con cui presentarla. Attivo sotto pseudonimo, l’artista si distingue per unire poesia ad arte pubblica e per aver spinto il movimento della poesia di strada italiana verso nuovi orizzonti.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.whitelightart.it.

 di Parole faccio Arte

 

Cristina Bigliatti

«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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