Architecture

Peck: la tradizione continua

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Lo studio Vudafieri-Saverino Partners è il protagonista del progetto Peck CityLife – gastronomia, ristorante, enoteca, cocktail bar – del quale ha curato ogni sua fase: dal concept al design di ogni ambiente, seguendo anche l’ingegnerizzazione degli arredi.
Peck CityLife sorge in un padiglione di 300 mq dalle forme organiche, situato nella milanese Piazza Tre Torri.
L’obiettivo è stato quello di realizzare uno spazio ricco di elementi simbolici per ricucire l’identità storica di Peck, con la sua dimensione più contemporanea e moderna.
Il design degli interni è stato articolato in modo da garantire una continuità narrativa nelle sue diverse aree, per creare una relazione fluida tra gastronomia, ristorante, enoteca e cocktail bar.

Photo Credit Santi Caleca

Il grande banco di gastronomia accoglie il visitatore all’ingresso, mettendo in scena l’identità che passa attraverso il prodotto, il gesto, il rapporto tra personale e ospite.
Lo spazio è stato disegnato millimetricamente per sapersi aprire e richiudere moltiplicando i posti tavola – 70 coperti in totale, di cui 50 al ristorante/gastronomia e 20 nell’enoteca cocktail bar. Una serie di tavoli a scomparsa consente infatti di moltiplicare i coperti, creando superfici dove prima c’era lo spazio libero.

Photo Courtesy Peck

Il ristorante è uno spazio allungato, nel quale gli specchi amplificano la profondità delle pareti espositive. Nell’enoteca le scaffalature creano una metrica nella quale le bottiglie di vino sono trattate come note di uno spartito; il banco della cocktail station è rivestito da piastrelle in gres dipinte a mano con un disegno unico realizzato solo per Peck, ripreso da una fotografia storica degli anni ‘50. Alla sera il volume si illumina come una lanterna, facendo emergere le vetrine dei prodotti, e accendendo lo sguardo sulle atmosfere del ristorante che trova intimità nella luce
puntuale.
Il tempio dell’alta gastronomia, a Milano dal 1883, porta nella nuova città verticale tutti i sapori, profumi e il savoir faire, che lo hanno reso il riferimento per i cibi di alta qualità e un brand conosciuto nel mondo.

Photo Courtesy Peck
Photo Courtesy Peck

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Cristina Bigliatti

«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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