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Poesia per non indietreggiare

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poesia per non indietreggiare

Durante la giornata europea dei Giusti, Milano celebra Khaled al-Asaad, scrittore e traduttore siriano nonché archeologo del sito di Palmira. L’eroe è stato ucciso dai membri dell’Isis lo scorso agosto per essersi rifiutato di rivelare il luogo dove erano nascosti alcuni cimeli del sito archeologico, appena conquistato dai terroristi. Oltre ad essergli stato dedicato un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella, gli street artists Ivan, PAO, Orticanoodles e Piger hanno realizzato un murales in suo onore, sul muro di cinta della Fabbrica del Vapore. Il coraggio che l’uomo ha dimostrato di avere e l’amore che provava per il sito che studiava e proteggeva da anni, sono stati ricordati dagli artisti con la frase “Talvolta fare un passo avanti, è non indietreggiare”.

Sulla pagina facebook di Ivan si può trovare l’intera poesia dedicata a al-Asaad, che risporto qui di seguito.

“Per te Khaled. Poesia per non indietreggiare”
per te Khaled
per la parola rovina che si fa grazia come fiorisse tutta la primavera
come fosse Palmira
tra vento e sabbia e deserto che rinasce viva
come quel giorno che aspetto e spero di non essermi mai perso
dove si sceglie di non tornar indietro mai
ne per guai o per convenienza da marinai
che l’esempio resisterà il tempo
ogni scheggia e ogni suo frammento
pur s’una brigata criminale
ne ha fatto scempio

per te Khaled
per il tuo sguardo alto quanto li hai visti arrivare
per i tuoi pensieri quando hai deciso di non indietreggiare
di dar invece un avanti tutta la vita
come una via d’uscita che nessuno vede
la via di chi resiste le catene
di chi spreme speme
e fa d’un patrimonio di tutti cose cara e segreta
fa una barricata alla frana come fosse un’altalena di pietra
oltre il burrone dell’orrore
di chi comanda omicidi e fa proseliti d’ignoranza
con la prepotenza di nascondersi dientro un’idea al comando
invece sono niente
siete niente
neanche sommati in corpi e centinai di armi
riuscirete ad avvicinarci a Khaled per statura
che vi vede arrivare
e impugna le armi
che per lui
sono parole
che fanno più rumore
d’un boato che non si può sentire

c’è un coraggio che sale solo con la paura più grande
c’è la Siria alle porte tra dramma e fiamme
c’è chi parte e si scorda dei principi
ci sono principi e profeti colmi d’inganni
ma Khaled invece pare sia ancora di guardia il forte
pare ancora socchiuda piano le porte
di archivi che custodiscono la storia dei mondi
dei primi come di tutti quelli che son arrivati secondi
in terra araba figlia di Grecia
in provincia di Cristo un passo dal profeta
tra Siria e Palestina
tra Davide e’l Messia
un’oasi bambina strapppata la radura
un’oasi che fa paura
pur in rovina
perché è culla di genti e storie lontane
quelle storie che non si possono impiccare
quelle storie che vincono le guerre
germoliano le terre
e come la memoria che non si può cancellare
ci ricordano di ricordare
di non dimenticare che il miglior passo da compiere
talvolta
è non indietreggiare

poesia per non indietreggiare

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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