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“Rivoluzioni” di Luca Piovaccari in mostra al Palazzo Ducale di Massa

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Natura nomade - Piovaccari

L’artista e fotografo romagnolo Luca Piovaccari (Cesena 1965) è protagonista della mostra “Rivoluzioni”, promossa dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell’Associazione Quattro Coronati, in programma dal 6 luglio al 6 agosto al Palazzo Ducale di Massa.

Tre grandi fotografie di oltre 2 metri, installazioni a parete e una serie di lavori realizzati mettendo insieme immagini digitali con vegetazione vera ma anche un’opera, l’unica, con il ritratto di una persona. Opere che descrivono un paesaggio dove predominano le opere dell’uomo, una denuncia contro il degrado e lo scempio ambientale che ormai fa parte della nostra società.

Nella mostra di Piovaccari foto e installazioni sintetizzano il percorso creativo di questo artista concettuale e sofisticato che, dopo iniziali interessi pittorici (a olio e a pastello realizza paesaggi e ritratti), si è sempre più dedicato al disegno, alle installazioni e alla fotografia stampata con un particolare e unico procedimento su fogli di acetato trasparenti e con toni monocromi, spesso di grande formato.

La sua è un’arte evanescente ma fitta di rimandi visivi e di sollecitazioni a viaggi interiori. I suoi virtuosismi grafici e fotografici, messi in atto nella stessa opera senza soluzione di continuità, gli valgono l’interesse della critica fin dagli anni Novanta. Piovaccari ha pochi, esclusivi, soggetti di posa: lande di periferia dove si distendono, baluardi dell’orizzonte post-industriale, edifici di cemento dalla conformazione grigia e austera. Edilizia suburbana ad impianto modulare, collocata in perfetto squadro con le proiezioni ortogonali del paesaggio circostante. La scelta, il taglio dell’inquadratura cade su questi fabbricati e sull’ambiente che li circonda non per strapparne l’urlo e la lacerante insensatezza, ma per ricavarne una ragione d’armonia, un riscatto, una presenza.

Periferia - Piovaccari

“Pensare al paesaggio – spiega Luca Piovaccari – può essere considerata una rivoluzione, questo organismo complesso di ecosistemi in cui si integrano gli eventi della natura e le azioni dell’uomo. Le opere di quest’esposizione indagano, attraverso molteplici matrici la complessità delle strutture ambientali e le loro trasformazioni. Il paesaggio è anche esistenza di una relazione tra struttura e processi che lo definiscono, legato alle trasformazioni fisiche del territorio. Brandelli di vegetazione cercano di muovere confini interiori, lasciando le emozioni girovagare per l’anima, un flusso di idee – conclude – che vagano sospese in cerca di una natura che si fa materia visiva”.

Daniela Garbillo
Vado sempre diretta al punto e non mi piacciono i giri parole. Scrivere è il mio mestiere, ma ho una “doppia vita”: insegno yoga, pilates, acquafitness e corro appena mi cade la penna. What else?

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