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Il Sacro “oltre” il Design

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Il sacro oltre il design

Tra le iniziative della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, fino al 12 settembre il Museo Diocesano di Milano ospita la mostra Design Behind Design, curata da Marco Romanelli e Carlo Capponi con Natale Benazzi, Laura Lazzaroni e Andrea Sarto, e organizzata dall’Arcidiocesi di Milano per volontà dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.
In mostra una selezione di ciò che architetti, designer e artisti hanno pensato e disegnato per la committenza della Chiesa cattolica o comunque rappresentando il sacro, tra opere d’arte, fotografie, oggetti di arredo, esempi di architettura, composizioni musicali, di autori quali Lucio Fontana, Gio Ponti, Angelo Mangiarotti, Nanni Strada, Giulio Iacchetti, Afra e Tobia Scarpa, Luciano Migliavacca, Luigi Picchi, Francis Poulenc, Igor Stravinskij, per citarne solo alcuni.

Il sacro “oltre” il design
«Il tema della XXI Triennale è Design after Design», ha spiegato in un’anteprima alla stampa il curatore Marco Romanelli. «Partendo da questo e dovendo occuparci di arredo e architettura del sacro, con Carlo Capponi ci siamo chiesti cosa c’è oltre il design. Esiste, infatti, un design che va al di là della forma e della funzione e si occupa del significato, che prescinde dal fatto di credere o meno in un aspetto liturgico in senso stretto. Per me, come designer, sacro significa disegnare un oggetto che è destinato a durare nel tempo, quindi anche una sedia è un oggetto sacro, se non è disegnata nell’ottica della merce», ha aggiunto. «La mostra ha un percorso che attraversa tutte le arti di cui il sacro si è occupato. Inizia dall’architettura, e in particolare da nove capolavori dell’architettura milanese fotografati da Giovanni Chiaramonte e proiettati a scala ambientale. Sono chiese, tra gli altri, di Ponti (San Francesco al Fopponino, 1964), Magistretti (Santa Maria Nascente al QT8, 1954-1955), Muzio (San Giovanni Battista alla Creta, 1956-1958). Il percorso si chiude con la musica sacra: c’è una sala in cui alcune composizioni dal dopoguerra a oggi sono state raccolte da Andrea Sarto per temi – messe, ave marie, salmi, testi poetici. Lungo il percorso ci sono le varie forme di arte e design, tutto esposto attraverso esempi: due Fontana, due Sironi, un Melotti. Non è una mostra esaustiva, ma spiega un percorso possibile».
La mostra ci invita ad andare al di là dell’oggetto, artistico o di design, alla ricerca di un significato implicito contenuto in esso, ma che, non per questo, elude la funzione prima a cui l’oggetto è destinato.

Il sacro “oltre” il design

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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