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Il Simbolismo a Palazzo Reale

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il simbolismo a Palazzo Reale

Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una mostra capolavoro.
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet. L’esposizione è dedicata a uno dei principali movimenti artistici sviluppatosi a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Questa affascinante corrente si è posta l’obiettivo di superare la rappresentazione oggettiva della realtà, arricchendola di significati altri e di una spiritualità che esiste ma che non è visibile agli occhi.
La mostra propone un percorso suggestivo, dischiuso da una presentazione del grande Philippe Daverio, il quale introduce il visitatore ad un mondo sensuale e mistico.
L’intera esposizione ruota attorno alla figura dell’artista maledetto – incarnata da Baudelaire – e si concentra su una sua opera in particolare: I fiori del male. Il Simbolismo infatti – in quanto movimento artistico – deve le sue radici alla letteratura, in cui il tema del sogno, del delirio indotto dagli oppiacei e della follia, si collega agli studi effettuati da Sigmund Freud in quello stesso periodo storico. Ne deriva quindi il recupero della dimensione onirica, del mondo eroico della mitologia, dell’amore erotico, della morte e del peccato.

il simbolismo a Palazzo Reale

La mostra presenta alcuni tra i più significativi e preziosi capolavori del Simbolismo europeo: a partire da Carezze (L’Arte) la straordinaria sfinge di Fernad Khnopff, passando per la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, proseguendo con la sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, senza dimenticare il maestro Arnold Böcklin con Il silenzio della foresta.
Attraverso 18 sezioni tematiche il visitatore intraprende un viaggio all’interno di un mondo sognante, ammaliante, peccaminoso ma contemporaneamente dotato di una dignità inattaccabile. L’artista Simbolista è un uomo di cultura, sensibile alla bellezza e ai piaceri della carne, curioso, che vuole indagare i più oscuri pertugi della sua ragione, della sua coscienza e della società. La sua arte è attraente, sinuosa, ipnotica, strabordante di particolari e di riferimenti che stimolano gli occhi e la mente di chi li osserva.
Accompagnato dalle poesie di Baudelaire il pubblico attraversa le sale della mostra passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon, alle raffigurazioni dei miti di Gustave Moreau; dal vitalismo di Ferdinand Hodler, al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini, rendono omaggio all’altissimo livello qualitativo raggiunto dal movimento Simbolista in Italia.

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Una delle sezioni più scenografiche della mostra è data dalle sale dedicate alla Biennale del 1907. Qui Giulio Aristide Sartorio è presente con l’imponente ed incantevole ciclo pittorico Il poema della vita umana. Le sue emozionanti opere sono affiancate dall’installazione sonora dell’artista vicentino Alberto Tadiello, il cui intervento musicale crea una nuova esperienza di fruizione artistica.
La mostra, oltre a permettere un’approfondita analisi del movimento artistico, ha reso possibile il restauro, la pulitura e la manutenzione di oltre dieci opere provenienti da Ca’ Pesaro di Venezia, dell’Autoritratto di Arnold Böcklin, delle cornici de L’Eroica di Gaetano Previati e del polittico di Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini Savie e Le Vergini Stolte.
Un’altra mostra di grande successo che sarà possibile ammirare fino al 5 giugno, tra le splendide sale del Palazzo Reale.

il simbolismo a Palazzo Reale

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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