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Una storia di grande collezionismo americano

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Palazzo Reale di Milano apre le sue porte per un’altra magnifica mostra: Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art. Fino al 2 settembre 2018 sarà visibile una selezione di 50 capolavori provenienti da uno dei più importanti e storici musei americani. Oltre ad essere un’occasione unica per ammirare opere dei più grandi pittori a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’esposizione offre ai visitatori un’esperienza sensoriale davvero unica, data da un allestimento studiato per valorizzare ogni singola opera. In particolare l’architettura di luce – realizzata dallo studio Barbara Balestreri – permette di godere appieno di ogni capolavoro, illuminandolo alla perfezione e inserendolo nel suo contesto originale, facendo vivere allo spettatore la sensazione di trovarsi nell’epoca e nei luoghi in cui gli impressionisti creavano le loro meraviglie. Sono state cucite soluzioni di illuminazione ad hoc per ogni singola tela, a tal proposito la stessa Balestreri afferma “É stato fondamentale studiare con attenzione i colori, che variano molto per tonalità e saturazione nell’arco di tempo che va dalle sperimentazioni cromatiche degli impressionisti alle sculture di Picasso e Rodin. Ad esempio per i paesaggi abbiamo disegnato una soluzione che evidenzia le pennellate colorate e accentua la tridimensionalità dei paesaggi, facendo emergere i blu e i colori più freddi senza appiattirli”.

Una storia di grande collezionismo americano

La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, è curata da Jennifer Thompson, Matthew Affron e Stefano Zuffi.
Tra i grandi protagonisti della mostra, troviamo opere di artisti celeberrimi come Pierre Bonnard, Paul Cézanne, Edgar Degas, Edouard Manet, Paul Gauguin, Claude Monet, Vincent van Gogh, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir fino alle sperimentazioni di Georges Braque, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Henri Matisse, Marc Chagall, Constantin Brancusi, Pablo Picasso, passando per il surrealismo di Salvador Dalí e Joan Mirò. A questi si aggiungono i lavori di tre grandi artiste: Mary Cassatt, Marie Laurencin, Berthe Morisot.

Claude Monet La Zuiderkerk di Amsterdam: vista sul Groenburgwal, ca. 1874 olio su tela, 54.4 x 65.4 cm Philadelphia Museum of Art, Acquistato con il W. P. Wilstach Fund, 1921
Claude Monet
La Zuiderkerk di Amsterdam: vista sul Groenburgwal, ca. 1874
olio su tela, 54.4 x 65.4 cm
Philadelphia Museum of Art, Acquistato con il W. P. Wilstach Fund, 1921

Le opere derivano dalle collezioni d’arte moderna e impressionista del Philadelphia Museum of Art. La loro peculiarità è che sono il risultato di donazioni, non solo di singole opere, ma di intere eccezionali raccolte, caratterizzate dalla forte personalità dei collezionisti. Gli americani, ma in particolare gli abitanti di Philadelphia, sono stati tra i primi collezionisti dell’impressionismo, in gran parte grazie all’artista Mary Cassatt che ha a lungo abitato a Parigi e fatto da tramite tra i propri concittadini e i mercanti e gli artisti francesi. I primi dipinti impressionisti entrarono nella collezione del Philadelphia Museum of Art nel 1921, quando il W.P. Wilstach Fund consentì di acquistare dieci opere dagli eredi di Alexander Cassatt. Tra gli altri collezionisti che contribuirono a fare del museo una meta imperdibile per gli appassionati d’impressionismo negli Stati Uniti, figura anche Samuel Stockton White III.

Marc Chagall Nella notte, 1943 olio su tela, 47 x 52.4 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963
Marc Chagall
Nella notte, 1943
olio su tela, 47 x 52.4 cm
Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963

La donazione che diede formalmente il via alla odierna, vastissima, collezione d’arte moderna del museo fu quella di Albert Eugene Gallatin che nel 1927 creò la prima collezione pubblica d’arte moderna del XX secolo negli Stati Uniti. La donazione di Gallatin fu seguita da quella di Louise e Walter Arensberg, la cui collezione costituisce l’altra pietra miliare dell’arte del Novecento a Philadelphia. La collezione di pittura moderna del museo fu poi arricchita dalla donazione, nel 1964, della collezione Louis E. Stern, che contava più di trecento opere. Pensare che questi capolavori erano nelle case di industriali americani o di illuminati collezionisti, che con grande generosità decisero di donarli al Philadelphia Museum of Art che a sua volta li presta, per oltre cinque mesi, a Milano, rende davvero la mostra una occasione unica.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.palazzoreale.it o www.impressionismoeavanguardie.it.

Pablo Picasso Donna e bambine, 1961 olio su tela, 146 x 113.7 cm Philadelphia Museum of Art, Donazione di Mrs. John Wintersteen, 1964
Pablo Picasso
Donna e bambine, 1961
olio su tela, 146 x 113.7 cm
Philadelphia Museum of Art, Donazione di Mrs. John Wintersteen, 1964
Pierre-Auguste Renoir Ragazza che fa il merletto, ca. 1906 olio su tela, 56.5 x 46.7 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963
Pierre-Auguste Renoir
Ragazza che fa il merletto, ca. 1906
olio su tela, 56.5 x 46.7 cm
Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963
Henri Rousseau Una sera di carnevale, 1886 olio su tela, 117.3 x 89.5 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963
Henri Rousseau
Una sera di carnevale, 1886
olio su tela, 117.3 x 89.5 cm
Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963
Vasily Kandinsky Cerchi in un cerchio, 1923 olio su tela, 98.7 x 95.6 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louise e Walter Arensberg, 1950
Vasily Kandinsky
Cerchi in un cerchio, 1923
olio su tela, 98.7 x 95.6 cm
Philadelphia Museum of Art, Collezione Louise e Walter Arensberg, 1950
Cristina Bigliatti

«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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