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Superdesign 2017!

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Superdesign 2017!

SUPERSTUDIO è da anni uno dei simboli di Tortona, diventato oggi una vera e propria “cittadella della moda e della creatività”. Per il Fuorisalone 2017 Superdesign – il pupillo di Superstudio – è più ricco che mai. Abbiamo incontrato la sua creatrice, Gisella Borioli, per saperne di più.

Quali sono le novità per la Design Week 2017?

Tra le novità più significative una è certamente il tema dell’anno da noi scelto come fil rouge di Superdesign 2017 che è TIME TO COLOR!. Una sferzata di energia e anticonformismo, un invito a scoprire una tendenza generale – non solo nel design – dopo gli anni del bianco del nero del grigio dei toni naturali dominanti nell’abito e nell’habitat. Il colore ti avvolge fin dall’ingresso, con un tappeto arcobaleno di 700 mq appositamente disegnato e prodotto, che si sviluppa attraverso varie interpretazioni nella fila di Gallery dove si raccontano nuovi prodotti ed idee.
Poi il dialogo tra manualità e robotica, la valorizzazione del pezzo unico, artistico, delle tecniche tradizionali con nuova visione e la sempre maggiore influenza della human technology, dell’intelligenza artificiale, dei cyber-system. Si potranno incontrare artisti-designer del fatto a mano come Alessandro Ciffo, Letizia Marini, Daniela Gerini ma anche dialogare con il robot umanoide Watson presentato da IBM al Superstudio.

Superdesign 2017!Tra i numerosi eventi in programma, ci può indicare 3 che assolutamente non possiamo perdere?

Direi la poetica installazione realizzata dal grande designer e artista giapponese Tokujin Yoshioka per LG nell’Art-Point, una immensa stanza di luce di respiro museale, che parla di energia in modo immateriale e ti lascia senza fiato. Per poi passare a tutt’altro clima nel padiglione esperienziale di PepsiCo che, con la complicità di grandi designer come Mathieu Lehanneur, Luca Nichetto, Fabio Novembre, lo Chef Davide Oldani, Studio Job, Patricia Urquiola e molti altri. Qui viene raccontata l’evoluzione di drink e food nella società iperconnessa, tra passato e futuro. Raccomanderei anche una tappa nella sala Discovering: People and Stories, quaranta nuovi designer invitati via web a raccontarsi e a mostrare un solo prodotto che li rappresenti, con il segno di Alessandro Guerriero nell’installazione e la collaborazione di ebay che ha aperto una sezione dedicata nel suo sito e offre la possibilità di “instant sale” attraverso i numerosi tablet associati alle proposte. Non sarà la solita ammucchiata indistinta di “giovani talenti” di belle speranze, ma una mostra selettiva e piena di sorprese.
Aggiungerei di mettere in conto una sosta golosa sul Roof Garden dove tra verde e arte vi attende un barbecue stellato e a fuoco vivo organizzato da Symposium Lab e cucinato sotto la guida dello Chef Massimo Bottura.

Superdesign 2017!

Può parlarci in particolar modo del Temporary Museum for New Design?

Il progetto “Temporary Museum for New Design” è arrivato nel 2008 come reazione a tutte le presentazioni un po’ caotiche che cominciavano a interessare il sempre più esteso circuito espositivo Fuorisalone, nato per iniziativa di Superstudio e negli anni cresciuto a dismisura e senza controllo. Dentro la grande area privata di Superstudio – con le sue tante sale e possibilità – ho pensato a creare una struttura temporanea simile a un museo contemporaneo, in cui ci fosse spazio per grandi installazioni emozionali e artistiche, in cui non vincesse la logica commerciale ma quella culturale, in cui non ci fosse la battaglia del logo più grande o la cacofonia di stand ravvicinati troppo diversi, in cui si potesse sviluppare un tema comune, una grafica coordinata, una generale immagine di ricerca e qualità, una comunicazione condivisa, con una art-direction forte e prestigiosa come quella di Giulio Cappellini. E’ stata un’idea vincente e un momento magico perché le aziende, non ancora colpite dalla crisi, investivano volentieri in progetti grandiosi anche se immateriali. Il primo anno è stato difficile far capire agli espositori il nuovo concept con limiti così ambiziosi ma anche restrittivi. Ma è stato subito un grande successo, e molti ne hanno poi ripreso la formula.
Ultimamente il Temporary Museum è stato incluso in Superdesign – ma resta un punto forte di Superstudio – che mantiene le installazioni museali ma aggiunge tutta la grande area del design democratico, del web-design, della ricerca, dei nuovi talenti, delle start-up, della human-technology, delle smart-city, del green design, dei performing material, in una frammentazione ricca di novità anche micro, che necessitano di rapporti ravvicinati con il prodotto o l’idea.

Superdesign 2017!

SUPERSTUDIO è un’icona di Milano e di Tortona in particolare. Dalla sua nascita ad oggi, come ha influito sul quartiere e su tutta l’area circostante?

Quando, mio marito ed io, nel 2000 abbiamo aperto negli spazi della ex-General Electric Superstudio Più, che si aggiungeva al Superstudio13 aperto nel 1983 come hub per la moda e l’immagine, abbiamo pensato di offrire alla città qualcosa che non c’era. Un grande spazio flessibile e aperto per la creatività, la moda, l’arte contemporanea, il design, la danza, l’innovazione, i grandi protagonisti e i giovani talenti. Al di fuori dei circuiti tradizionali, dagli spazi pubblici allora inaccessibili e burocratizzati, dalle costose e selettive gallerie. Una mission cultural-commerciale inclusiva che abbiamo portato avanti inserendo fiere di nicchia e presentazioni aziendali ma anche ospitando piccole compagnie teatrali, giovani artisti, sconosciuti designer (diventati star), street-artist, ignoti stilisti di talento, eventi artistici e culturali o di tendenza, spesso gratuitamente o low-low-low budget.
Abbiamo trasformato una zona di fabbriche e laboratori dismessi in un district energico e in progress diventato una cittadella della moda e della creatività, con i più bei nomi del settore, una case-history studiata in tutto il mondo. Ora convivono i vecchi operai in pensione con fotografi modelle stilisti designer architetti gente di cultura agenzie di comunicazione e poi nuovi negozi, ristoranti, musei, spazi eclettici, in un mix effervescente e cosmopolita. Ne sono orgogliosa perché ne sono stata l’iniziatrice, l’anima e la madrina.

Superdesign 2017!

Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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