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Tancredi. Una retrospettiva

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Tancredi Parmeggiani
Senza titolo, 1953 
Pastello, guazzo e grafite su carta
70 x 99,8 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

Fino al 13 marzo 2017 la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia accoglie nei suoi meravigliosi spazi la mostra La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba. Tancredi. Una retrospettiva.
L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero, presenta oltre novanta opere e rende onore ad uno degli interpreti più originali ed intensi della scena artistica italiana della seconda meta del ‘900. Peggy Guggenheim diviene la mecenate di Tancredi durante gli anni ’50, dopo oltre sessant’anni, dunque, l’artista ritorna protagonista alla Collezione Peggy Guggenheim con una straordinaria selezione di lavori, che ricostruiscono la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell’arte del secondo dopoguerra.
Partendo da rare prove giovanili di ritratti e autoritratti e dalle prime sperimentazioni su carta – le famose “Primavere” – il percorso espositivo passa a documentare la ricerca svolta dall’artista feltrino nell’arco dei primi anni ’50.

Tancredi Parmeggiani (Senza titolo) Composizione, 1955 Olio e tempera su tela 129,5 x 181cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 166
Tancredi Parmeggiani
(Senza titolo) Composizione, 1955
Olio e tempera su tela
129,5 x 181cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 166

Il significativo legame con Peggy è documentato dal consistente numero di lavori appartenenti alla collezione, arricchito dalle nove opere della donazione Giorgio Bellavitis e da una preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani. Per la prima volta – dai tempi di Peggy – saranno finalmente esposti capolavori come la Primavera, proveniente dal MoMA di New York, Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, oggi al Brooklyn Museum, o Senza titolo (Composizione), dal Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford.
L’esposizione mostra il periodo in cui l’artista giunge a concepire una pittura micro-spaziale e policromatica: il suo stile pittorico è incentrato su una frammentazione del segno e su un cromatismo lucente. Lo stesso artista affermerà nel 1956: Ho impiegato una ‘forma’ molto semplice per controllare lo spazio: il ‘puntino’. Il punto è l’elemento geometrico meno misurabile che ci sia, ma il più immediato da ideare; un punto dà l’idea del vuoto da tutte le parti, di dietro, ai lati, davanti; qualunque punto realizzato formalmente è geometria, qualunque forma relativa alle dimensioni del mio quadro ha per legge il vuoto da tutte le parti.
Per maggiori informazioni visitate il sito della Collezione Peggy Guggenheim.

Tancredi Parmeggiani Senza titolo (Aspirazione a New York), 1952 Olio e tempera su faesite  100 x 139 cm  Courtesy Mazzoleni Londra - Torino
Tancredi Parmeggiani
Senza titolo (Aspirazione a New York), 1952
Olio e tempera su faesite
100 x 139 cm
Courtesy Mazzoleni Londra – Torino
Cristina Bigliatti
«Sono una persona profondamente superficiale» e «seguo sempre la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore». Scrivo d’Arte contemporanea. Dici di non saperne nulla? «Non ti preoccupare, non c’è niente che riguarda l’arte che uno non possa capire». (Andy Warhol)

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